Le riunioni nel paddock di Sepang di domenica si sono concentrate su come i team e i piloti della MotoGP dovessero prepararsi per il loro arrivo in Qatar. I team manager si sono incontrati con i dirigenti del MotoGP Sports Entertainment Group alle 11 prima di svolgere ulteriori discussioni tra loro, mentre i piloti hanno fissato alle 16 il termine entro il quale l’organizzazione avrebbe dovuto assumersi la responsabilità nel caso in cui le ostilità in Medio Oriente fossero aumentate.
Quella condizione non è stata soddisfatta. Jack Miller è stato l’unico pilota a criticare apertamente la decisione di procedere con il viaggio in Qatar, e successivamente Yamaha ha annunciato che non avrebbe partecipato al Gran Premio del Qatar. Il costruttore ha dichiarato di non aver ricevuto motivazioni sufficienti per soddisfare la propria politica interna sull’invio di dipendenti in una zona di guerra.
La decisione ha creato incertezza nell’organizzazione della MotoGP. In precedenza, nel corso della giornata, l’amministratore delegato di MGPSEG Carmelo Ezpeleta aveva scritto ai team affermando che non era stato individuato alcun motivo sufficientemente importante da impedire lo svolgimento dell’evento con le necessarie garanzie di sicurezza e la copertura prevista dagli accordi con il governo del Qatar.
La lettera di Ezpeleta evidenziava inoltre i finanziamenti assicurativi aggiuntivi forniti dal Qatar e ricordava a team e piloti i loro obblighi contrattuali e regolamentari. Avvertiva che la mancata partecipazione avrebbe potuto avere ripercussioni sul campionato, sulla FIM, sul promotore, sulle emittenti, sugli sponsor, sui partner commerciali e sugli spettatori.
Le potenziali conseguenze per Yamaha restavano poco chiare, sebbene la serietà con cui il promotore considera il ritiro possa portare a sanzioni finanziarie o sportive. Anche i piloti sono stati avvertiti che potrebbero incorrere in penalità qualora decidessero di non partecipare.
Fino a cinque dei 22 piloti a tempo pieno potrebbero essere assenti in Qatar, oltre ai quattro piloti Yamaha già confermati come non partecipanti. Alex Marquez salterà la gara per sottoporsi a un intervento chirurgico alla spalla destra, mentre Jorge Martin e Raul Fernandez potrebbero avere motivi per restare a casa dopo che gli infortuni li hanno costretti a ritirarsi da Sepang.
L’assenza di Martin avrebbe importanti conseguenze sul campionato, poiché consegnerebbe di fatto il titolo a Marc Marquez, che lo precede di 44 punti. Fernandez è ancora in fase di recupero dalle fratture alla mano destra, e correre a Lusail potrebbe ostacolare tale recupero.
Anche Joan Mir resta in dubbio dopo essere rientrato in Malesia, ma si è ritirato prima di metà della gara principale quando sono ricomparsi i problemi alla vista e le vertigini che lo avevano tenuto fuori dalle quattro gare precedenti. Ha intenzione di sottoporsi a controlli medici in Spagna. Fermin Aldeguer, nel frattempo, ha saltato le ultime due gare a causa di una frattura alla mano destra riportata in Indonesia e potrebbe sostenere di non essere ancora completamente guarito.
Diversi piloti che ne hanno la possibilità hanno modificato i propri programmi di volo per arrivare a Doha il più tardi possibile. Alcuni prevedono di arrivare giovedì pomeriggio, spingendo l’organizzazione a posticipare di quattro ore, fino alle 20, la conferenza stampa ufficiale. Anche Honda ha rivisto i programmi di viaggio dei propri ingegneri giapponesi, che ora faranno tappa in Giappone invece di volare direttamente dalla Malesia al Qatar.
I team devono ancora stabilire come operare sul circuito, in particolare quelli che hanno lasciato ai dipendenti la decisione se viaggiare o meno. Alcuni hanno organizzato turnazioni del personale per coprire le assenze, mentre altri distribuiranno i compiti dei dipendenti mancanti tra il personale che parteciperà al Gran Premio.
Fonti: Autosport.