Yamaha ha ritirato il proprio team ufficiale e il partner satellite Pramac dal Gran Premio del Qatar della prossima settimana, citando la situazione geopolitica in corso in Medio Oriente. Il 20º round della stagione è in programma al Circuito Internazionale di Losail dal 6 all’8 novembre.
Il costruttore giapponese ha dichiarato che i suoi contratti interni gli consentono di limitare i viaggi dei dipendenti verso le regioni colpite dalla guerra. Dopo aver esaminato la situazione, Yamaha ha concluso che non vi fossero motivi sufficienti per revocare le restrizioni ai viaggi già in vigore a livello aziendale.
«Yamaha ha informato il Gruppo MotoGP della propria decisione di non partecipare al Gran Premio del Qatar 2026», ha dichiarato l’azienda. Ha aggiunto che la decisione si basava sulle informazioni a sua disposizione ed era separata dalle misure di sicurezza introdotte dalla MotoGP e dall’organizzatore dell’evento.
Il ritiro fa seguito a un tentativo fallito da parte di piloti e team di annullare la gara del Qatar. Il vice amministratore delegato della MotoGP, Carlos Ezpeleta, si è recato nel Paese giovedì per discutere le misure di sicurezza con le autorità locali, che hanno fornito garanzie riguardo al personale del paddock.
La MotoGP ha dichiarato di aver consultato anche lo Stato del Qatar, il Circuito Internazionale di Losail, consulenti indipendenti per la sicurezza e il proprio team di valutazione dei rischi. Secondo il campionato, tali consultazioni non avevano prodotto informazioni tali da giustificare una modifica dei piani per l’evento. La MotoGP ha aggiunto che tutti gli altri team avevano confermato la propria partecipazione.
La decisione ha intensificato la disputa tra la MotoGP e i team riguardo ai loro obblighi contrattuali di partecipare a ogni gara prevista. Yamaha potrebbe andare incontro a conseguenze contrattuali e sportive, mentre la Federazione Internazionale di Motociclismo è responsabile della determinazione di eventuali sanzioni sportive ai sensi dei regolamenti del campionato.
La MotoGP ha dichiarato di essere delusa dalla decisione di Yamaha, pur riconoscendo che il costruttore stava seguendo una politica aziendale più ampia sui viaggi verso il Medio Oriente. Yamaha ha affermato di rimanere impegnata in MotoGP e di prevedere il ritorno al Gran Premio del Portogallo.
Fonti: Autosport.